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Corso di Manipolazioni a Leva Corta Nel Mid-Range

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Corso di Manipolazioni a Leva Corta Nel Mid-Range

EdiAcademy
  • In aula a Milano

Prezzo: 660 € 594 €

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A proposito di formazione

Indirizzato a

Medici (tutte le specialità), Fisioterapisti (titolo equipollente DM 27/7/00), Osteopati, Massofisioterapisti iscritti all'elenco speciale, Studenti

Presentazione

Manipolazioni HVLA a Leva Corta: Sicurezza, Efficacia e Innovazione nel Mid-Range
Il corso approfondisce l’evoluzione delle tecniche di manipolazione HVLA (High Velocity Low Amplitude), con particolare attenzione al passaggio dalle metodiche tradizionali alle più moderne manipolazioni a leva corta. Questo approccio innovativo si basa sulla comprensione dei parametri di movimento vertebrale e sull’applicazione sicura ed efficace delle tecniche nel mid-range, una zona intermedia che consente di costruire una barriera articolare equilibrata, minimizzando lo stress sui tessuti e massimizzando la precisione dell’intervento.

Dal Concetto di Mid-Range alla Costruzione della Barriera Articolare
La terza legge di Fryette-Nelson evidenzia come i movimenti vertebrali si influenzino reciprocamente: quando un movimento si verifica in un piano, le possibilità di movimento negli altri piani sono ridotte. Questa limitazione naturale conduce al concetto di mid-range, dove si costruisce una barriera articolare funzionale e controllata, riducendo i rischi e favorendo la sicurezza.

Vantaggi delle Manipolazioni a Leva Corta
Le tecniche a leva corta si caratterizzano per un’azione rapida e specifica, con un ridotto movimento preparatorio.

Sono particolarmente indicate per:

Costruire la barriera articolare nel mid-range in modo controllato.
Garantire sicurezza ed efficacia anche in pazienti con limitazioni articolari.
Ridurre il rischio di stress meccanico sui tessuti circostanti
Questa innovazione deriva dalle ricerche e dalla pratica di autori come Laurie Hartman DO, PhD, e dei suoi allievi diretti come Daryl Herbert DO.

Approccio Didattico e Modello Funzionale
Il modello didattico del corso si incentra sulla diagnosi funzionale basata sulla risposta reale dei tessuti del paziente, superando i limiti dei vecchi algoritmi biomeccanici e valorizzando la sensibilità palpatoria e il “fine tuning” dell’ingaggio manipolativo. La tecnica sfrutta leve primarie e secondarie combinate, consentendo di individuare restrizioni articolari e di ingaggiare la barriera funzionale in modo delicato, efficace e sicuro. Il trattamento non viene più condotto “a fine corsa”, ma nel medio raggio, favorendo il recupero della mobilità senza forzature e riducendo i rischi.

Contenuti del Corso

Principi del mid-range e applicazione pratica nella costruzione della barriera articolare.
Transizione dalle manipolazioni tradizionali a leva lunga alle manipolazioni a leva corta.
Tecniche specifiche per le diverse regioni della colonna vertebrale.
Esercitazioni pratiche per sviluppare precisione e sicurezza nella manipolazione.
Diagnosi funzionale e adattamento delle tecniche ai singoli distretti e alle necessità cliniche.


Obiettivi Formativi Didattici

Acquisire conoscenze e competenze sulle manipolazioni a leva corta, con particolare riferimento all’applicazione nel mid range articolare.
Sviluppare la capacità di valutare funzionalmente il movimento segmentale, individuando la barriera e la restrizione articolare nel range intermedio, senza ricorrere a fine corsa o schemi biomeccanici tradizionali.
Allenare la sensibilità palpatoria e tecnica nell’ingaggio manipolativo, utilizzando leve combinate per eseguire manovre precise, sicure e personalizzate a seconda della risposta dei tessuti.
Apprendere tecniche di manipolazione HVLA a leva corta con un focus sulla sicurezza.
Sviluppare competenze per costruire e lavorare sulla barriera articolare in modo controllato e personalizzato.

Le manipolazioni a leva corta nel mid range rappresentano una trasformazione innovativa nell’approccio al trattamento articolare in ambito osteopatico e fisioterapico, offrendo una soluzione moderna, personalizzata e pragmatica al trattamento delle restrizioni articolari, migliorando la sicurezza e i risultati clinici grazie a una valutazione funzionale dinamica.

Luogo

a Milano

Date e orari

13-15 novembre 2026

Durata

due moduli, tre giorni, 24 ore.

Programma

Prima giornata - 9.00-18.00
Fondamenti e Tratto Cervicale

Evoluzione: leve lunghe e leve corte
Concetto di mid-range e barriera articolare funzionale
Principi biomeccanici e neurofisiologici dell’HVLA
Sicurezza, direzione della spinta, timing
Controindicazioni relative ed assolute
Cenni di test vascolo-nervosi fondamentali


ESERCITAZIONI PRATICHE TRATTO CERVICALE

Cenni di biomeccanica relative alla pratica
Introduzione alla postura del terapista e del paziente
Cervicale media (C3–C7): tecniche in decubito supino, dietro e di fronte al paziente e tecniche da seduto
Cervicale alta (C0–C1, C1–C2): tecniche da supino e seduto (presa a coppa, al mento, rotazione C1–C2)
Cervico-Dorsale (C7–T1): tecniche in decubito laterale, supino
Revisione
Ripasso collettivo delle sequenze cervicali
Correzione individuale di posizioni e vettori di spinta


Seconda giornata - 9.00-18.00
Tratto Lombare

Introduzione biomeccanica e variazioni anatomiche


ESERCITAZIONI PRATICHE TRATTO LOMBARE

Tecniche in decubito laterale (in slide e in gap)
Costruzione e controllo della barriera articolare
Adattamento spinta al paziente e postura terapista
Tratto Lombo-Sacrale

Introduzione alla biomeccanica sacrale e del bacino
Differenza (virtuale) di inquadramento e diagnosi ileo sacrale e sacro iliaca e integrazione alla pratica a leva corta


ESERCITAZIONI PRATICHE TRATTO LOMBO-SACRALE

Timing e direzione della forza rispetto alla variabilità anatomica
Possibili varianti di fulcro e prese (L5-S1)


ESERCITAZIONI PRATICHE SACRO E ILEO

Disfunzioni sacro-iliache
Tecniche in decubito laterale su Ileo/Sacro
Varianti possibili su AIL e Base sacrale
Revisione e consolidamento
Ripasso cervicale alta e bassa
Ripasso C7-T1 introduzione varianti (seduto, prono)
Correzione dei punti critici
Terza giornata - 9.00-18.00
Tratto Dorsale e Zone di Transizione

Introduzione alla biomeccanica dorsale
Variabilità anatomica e passaggi di curva
Introduzione al lavoro sulle coste e particolarità K1-K2


ESERCITAZIONI PRATICHE TRATTO DORSALE

D1–D12: manipolazioni da supino (DOG), prono, seduto ( tecniche lift-off)
Differenze tra dorsale alta, media e bassa
Controllo della barriera articolare e qualità del thrust.
Variazioni sulle prese e sul fulcro possibili
D12–L1: posizionamento in decubito laterale sideroll o DOG da supino


ESERCITAZIONI PRATICHE COSTE

K1-K2: da seduto e da prono
K3-K7: da supino in DOG
K11_K12: lavoro diretto a leva corta e altre modalità
Revisione finale
Ripasso completo: cervicale, dorsale, lombare, sacro-ileo
Verifica dell’apprendimentoe sintesi

Valutazione ECM

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